postato da TataCristina alle ore 20:31
giovedì, 18 ottobre 2007

Chiudo per un pochino il sipario.


Come al solito tornerò con delle grandi novità, non temete :-)

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postato da TataCristina alle ore 09:08
mercoledì, 17 ottobre 2007

Soggetto: se andate avanti nella lettura, poi non vi lamentate.


Ho come la sensazione di sapere bene come andrà a finire il 28. Così, a occhio, ne vedremo delle belle (preparate macchine fotografiche e tappi per le orecchie, per immortalare il tutto e per non sentire nulla).


A qualcuno l'ho già detto, io mi preparo un cartello con le lucine psichedeliche annuncianti la mia vittoria!

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postato da TataCristina alle ore 21:12
mercoledì, 10 ottobre 2007

E’ un post che aspettava di essere scritto, che era già pronto, lì, nemmeno troppo nascosto. L’ho ripetuto tante volte “Devo scriverci un post”, ma ho sempre rimandato. (e lui sarà gelosissimo, vi avviso)


Oggi è la giornata giusta, perché non voglio dover convincere tutte le volte qualcuno a lasciare la sua casa, il suo biliardo, i suoi libri per qualche ora. Voglio convincerlo adesso, una volta per tutte.


Ci sono due persone che ritengo davvero meravigliose, due vecchietti, come dicono loro, due insegnanti, come diciamo noi. E con noi non intendo io e Riccardo, intendo molti altri che amano la loro compagnia, amano i loro racconti e i loro consigli. Due persone che non ti conoscono, ma ti aprono la loro casa come se fosse tua, e lì ti senti sicuro, protetto e amato davvero dal profondo.


Lei è dinamica, se potesse non starebbe ferma e zitta nemmeno mentre dorme. E’ impegnata, sempre e comunque, è dolce e premurosa, anche con noi, che siamo a 248 km di distanza (o a 20, a seconda del noi), ma che li sentiamo vicini, come se abitassero al piano di sotto. Per stavolta, però, non è di lei che devo parlare. (anche se spenderei ore per farlo)


Lui è un pigrone. Se potesse starebbe a casa sempre, farebbe quei quattro passi che lo separano dalla libreria e si rimetterebbe comodo sul suo divano. L’ho già convinto qualche volta a raggiungerci, a stare con noi per un po’, ma poi si ricomincia ogni volta da capo.


“Cosa ve ne fate di un vecchietto come me?!” E io sono stanca di sentirglielo dire.


Se ti invitiamo, se ti preghiamo di venire, se siamo disposti a chiamarti e mandarti mail minatorie, se c’è sempre un faccino triste se sappiamo che non vieni, è perché la tua presenza è importante. Non ti invitiamo perché dobbiamo, ma perché vogliamo.

Io voglio girare per il tavolo e incrociare i tuoi baffi grigi, voglio ascoltarti parlare di storia, di politica, di attualità e di qualsiasi altra cosa ti passi per la testa. Soprattutto ascoltare le tue storie, quelle che insegnano un po’ a crescere e che lasciano sempre un pensierino, una riflessione.

Voglio vederti scrutare un po’ tutti e vederti leggere negli occhi di chi sta vicino ogni sentimento. Perché è questo quello che fai. Sentirsi dire “Tatina, che c’è che non va… ti vedo un po’…”, fa piacere, perché sai che c’è qualcuno, che ti ha visto poche volte, ma che ti conosce già abbastanza.


Insomma, abbiamo tutti bisogno anche di te.




Tito, ti aspetto il 28.
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postato da TataCristina alle ore 20:42
mercoledì, 10 ottobre 2007

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postato da TataCristina alle ore 20:35
giovedì, 04 ottobre 2007

So di averci messo un po', so che non è il post che vorrei scrivere, ma l'ispirazione fa proprio fatica ad arrivare.


Lui ha già scritto quasi tutto quello che abbiamo visto. Mancano solo i Cedri del Libano, dalle forme più assurde ( e con tanto di corde per tenere su i rami) e il racconto di quante volte ci siamo persi, in macchina, per arrivare al B&B che avevamo prenotato.


Sì, perchè a Ferrara c'erano le mongolfiere e questo ha complicato un po' tutto. Strade bloccate e nessuna indicazione alternativa. Poliziotti che danno indicazioni impraticabili (causa ZTL) e ragazzi che ti rispondono "Oddio, da qui è un casino". Alla fine ci siamo arrivati, dopo aver girato un'ora in tondo e averne dette di tutti i colori, perchè un cartello uno doveva proprio esserci.


Poi, penso si sia capito, ne avevamo bisogno. Dovevamo chiarire un po' di cose e (soprattutto) smettere di litigare almeno per qualche ora. Siamo riusciti nell'intento. Non abbiamo litigato, abbiamo riso fin troppo e camminato altrettanto.


Sono stati due giorni meravigliosi, non perchè il posto sia più bello di altri che abbiamo visitato, ma perchè in quel momento avevamo bisogno di quello, di scappare, di stare insieme e dimenticare tutto il resto...


Le foto... appena ho tempo di caricarle :)

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