postato da TataCristina alle ore 10:45
domenica, 26 novembre 2006

Soggetto : come movimentare una serata.

Ora che ho un po' di tempo posso raccontarvi cos'è successo mercoledì sera, un po' prima delle nove. Ero in casa, con mia sorella e mia mamma. Io in sala, davanti al pc, e loro due in cucina. Mia mamma stava finendo di cucinare, passa davanti alla porta che separa la sala dalla cucina e si ferma, mi guarda, impallidisce. "C'è qualcuno vestito di bianco di là!"(di là = corridoio che si trova nella "zona notte"). Rifacciamo i conti : secondo mia mamma quella vestita di bianco non potevo che essere io, io ero davanti al pc, in casa eravamo in tre. Traduzione : aiuto.

Seguono minuti di panico, la mamma che chiude la porta che separa la zona notte dalla zona giorno, a chiave. Io che armata di coltello penso di andare di là, poi ci ripenso. Con quello che si sente in giro ultimamente meglio non adare da nessuna parte. "E ora cosa facciamo?". Mia mamma che chiama il papà e gli dice "stai un attimo al telefono che io vado di là", ma anche lei ci ripensa, apre la porta, accende la luce del corridoio, richiude la porta. 

Minuti di silenzio, poi si sente un rumore, anche abbastaza fragoroso. E' ufficiale, in casa siamo in quattro. Allora scappiamo, andiamo a prendere il papà, che entra in casa e armato di deodorante per ambienti, va alla caccia dell'uomo bianco. E che trova? Niente, nessuno.

Ora, pare che mia mamma, che era passata davanti alla televisione, abbia visto con la coda dell'occhio la luce della televisione e il muro, bianco, l'ha tratta in inganno. Pare che la sottoscritta abbia il coraggio di una pecorella smarrita. Pare che mia sorella si sia spaventata, ma non troppo. Pare che mio papà non si lasci intimorire. Pare che quel rumore, sia stato colpa mia : qualche ora prima avevo appoggiato su un mobile una rocchetta di filo bianco, che ha scelto il momento giusto per precipitare su una borsa di plastica .

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postato da TataCristina alle ore 19:23
venerdì, 24 novembre 2006

Soggetto : quando i giorni sembrano non passare mai.

L'università mi prende, non poco. In più, ora, aiuto anche il cuginetto di prima media che fa davvero fatica a capire come si studia (e soprattutto il perchè). Tempo per il resto? Pochino, pochino, soprattutto per scrivere.

E ci sono tre esami da dare in 5 giorni, tra il 14 e il 19 dicembre. Sì, ecco... stasera mi ci metto d'impegno e piano piano racconto tutto.

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postato da TataCristina alle ore 20:33
domenica, 12 novembre 2006

Soggetto : sorprese.

La verità è che era da una settimana che la mia curiosità fremeva per capire cosa sarebbe successo "sabato sera". Ho provato a farmi dare ogni tipo d'indizio, ma a venerdì sera l'unica cosa che ormai era chiara è che saremmo andati a Milano (anche se lui ha negato fino all'ultimo). Sì, ma Milano è grande, troppo.

"Passo alle 17:30 e andiamo subito. Mangiamo qualcosa di veloce e...vestiti elegante, ma non troppo". Ieri mattina ero tesissima, perchè penso che sia ormai chiaro che la mia curiosità sfiora l'infinito. Studiare e pensare a cosa possa aver escogitato quella testolina che è riuscita a mettermi a dura prova. Aprire l'armadio e passare ore a prepararmi, mentre ascolto la partita di rugby, perchè lui non avrebbe potuto vederla.

E sono le 17:20 e il tempo sembra non passare mai. Suona il citofono e rimbomba un po' tutto nella mia testa, gli indizi non mi portano da nessuna parte, non resta che incominciare la nostra avventura. Mangiare qualcosa così, arrivare a Milano, scendere in metropolitana. Destinazione : crocetta. E questo non mi dice proprio nulla, io di Milano, infondo, non so proprio nulla.

Risaliamo in superficie "Ecco, ora tieni gli occhi chiusi, ti dico io quando aprirli". Facciamo un paio di metri, posso aprirli, ora si può fare un giretto prima di andare "in quel posto", perchè per una volta siamo in anticipo.

Giriamo, giriamo, giriamo. Alle 20 richiudo gli occhi "ora ti guido io". Cammino, entro non so dove, ma inizio a sentire un calorino dolce e tante voci intorno, anche dei bambini. "Mamma alla fine me lo prendi il poster?". No, non capisco proprio. Siamo in coda, c'è una biglietteria, una signorina gentile che chiede a Riccardo se "la signorina è disabile?!", beh, gli occhi chiusi rischiano anche di essere mal interpretati. Poi entriamo. Ora apro gli occhi.

Una sala, rossa, un palcoscenico, un sipario rosso, tante poltroncine. Un teatro. Entrano bambini, tanti bambini, mamme e coppiette, anziani e ragazzi. 20 minuti a chiedere "Amore, quando inizia, a fare il conto alla rovescia".

"Stasera, la parte del Piccolo Principe...", il resto non l'ho sentito, il resto non l'ho voluto sentire. Lo guardavo, lo adoravo ancora più del solito. Era la mia serata, solo la mia. Lo tenevo forte, l'ho tenuto ancora più forte quando sul palco è arrivata la rosa, quando la volpe l'ha addomesticato il suo principe.

E dentro di me ho rivisto tante cose dell'ultimo anno. Ho sentito l'agitazione del primo appuntamento, la paura di quel bacio che avresti voluto dargli chissà quanto tempo prima. Ho risentito ogni carezza, ogni bacio, ogni abbraccio. Ho rivisto i suoi sorrisi, le risate, le notti insonni a organizzare qualche pazzia, le sere al telefono per sentirsi meno lontani. E piano piano la gioia e la commozione crescevano, e piano piano l'ho capito... Il pomeriggio, l'attesa, il rito, quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore, la felicità di essere insieme, nonostante tutto, nonostante tutti. L'addomesticarsi, a vicenda, perchè gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...

Io sono responsabile della mia rosa.

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postato da TataCristina alle ore 20:34
giovedì, 09 novembre 2006

Soggetto : tornare al liceo, a volte, può uccidere.

Vi avevo annunciato la novità, vi avevo annunciato che vi avrei fatto morire di curiosità per un po', ma forse ho lasciato passare troppo. E' che di guai ne spuntano uno al giorno, minimo.

In ogni caso, la notizia è questa : se tutto va come deve andare la città che la prossima primavera ospiterà la Selezione Nazionale del Parlamento Europe dei Giovani sarà Piacenza. Questo implica : telefonate e e-mail a non finire, più incontri con la preside del Gioia, che ogni volta riesce a sorprendermi. Non positivamente. Sabato sono tornata a casa con 2000 diavoli per capelli , per come sono stati affrontati i problemi, per come mi ha trattata, perchè di anni per lei ne ho venti e non ho esperienza, per me ne ho venti e sono riuscita a studiare e organizzare sessioni su sessioni, ma questo non lo sa o non lo vuole sapere. In ogni caso, piano piano, i problemi li risolveremo (spero).

Ora si deve lavorare, lavorare, lavorare...e studiare, che gli esami davvero non finisco mai. E magari riuscire a vedere il moroso, che sta attraversando il solito periodaccio, e riuscire a tranquillizzarlo un po'. Lo vedo correre di qua e di là per un appartamentino di 33 m quadri che sembra un attico di 250 e uso tutta la mia pazienza (che fino a qualche tempo fa era pochissima) per capire ogni ritardo e ogni dimenticanza, perchè se lo merita, perchè sono l'ultima che si lamenterebbe di avere un uomo del genere accanto...

E dopo questo, vi lascio, la vostra umile narratrice torna a sognare.

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postato da TataCristina alle ore 20:43
giovedì, 02 novembre 2006

Soggetto : full immersion storico.

La prossima settimana mi aspetta la prima parte dell'esame di storia delle relazioni internazionali (1919-1956). La prima parte, non ho ancora ben capito perchè, va dal '19 al '45, uno di quei periodi poco incasinati, insomma. Quindi, si studia sempre, o molto spesso, e soprattutto più vado avanti più mi appassiono.

Adoro storia, questo è evidente (qualcuno si ricorderà delle allegre soap-spiegazioni sul vecchio blog), ma questa storia è diversa dalle altre, almeno per me.

Storia moderna, quella dal 1492 al 1870/77, insomma l'esame dell'anno scorso, erano cose che già sapevo. Magari non ricordavo tutto tutto alla perfezione, con tutti tutti i nomi, ma c'era già tutto nella mia testolina, andava solo raffinato. Quest'anno non è proprio così e di motivi ce ne sono anche parecchi. Prima di tutto non è storia tradizionale, si studiano (quasi) solo le relazioni e i rapporti internazionali. Dico quasi perchè essendo la politica interna legata, inesorabilmente, alla politica estera, non si può non conoscere almeno qualche capo di governo/presidente/cancelliere. No, non si può.

Il dubbio che questo non fosse il motivo principale ce l'ho più o meno da quando ho iniziato l'università : di storia contemporanea so, anzi, ormai sapevo solo il minimo indispensabile. Insomma, nazismo, fascismo, comunismo. Hitler, Mussolini, Lenin-Stalin. Ci sono state due guerricciole mica da ridere, una guerra fredda, qualche organizzazione internazionale... cose così, superficiali. Alle superiori la prima guerra mondiale si fa, si fa a grandi linee il dopoguerra, ma soprattutto legato alla politica interna, quindi avvento dei totalitarismi. Poco, pochissimo di politica estera. Per cui cala la nebbia. La seconda guerra mondiale, se si è proprio proprio fortunati si fa con una cronologia davanti. Poco tempo.

Quindi : sto studiando e il mio entusiasmo sta crescendo esponenzialmente...fosserò tutti così stimolanti gli esami...

 

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